Rischi in agricoltura

Trattare dei pericoli connessi con il lavoro in agricoltura è un compito arduo e vasto. Si può, infatti, affermare che tutte le operazioni agricole, con o senza l'ausilio di macchine, riservano pericoli spesso insospettati nei riguardi degli infortuni. La continua esposizione a particolari agenti di rischio può portare, nel tempo, alla comparsa di patologie per l'operatore agricolo: quando lo specifico fattore di rischio è peculiare per l'ambiente di lavoro,

si parla, correttamente di "malattia professionale". Il Decreto Legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, basa il problema della salvaguardia della salute e del­la sicurezza durante il lavoro su un nuovo approccio alla base del quale viene posto lo strumento della "valutazione dei rischi".

La valutazione dei ri­schi diventa pertanto un obbligo per il Datore di lavoro e implica la conoscenza di tecniche idonee e talvolta di strumenti di misura costosi e complicati: a tal proposito risulta spesso fondamentale il supporto di professionisti esterni adeguatamente preparati e competenti.

Con il suddetto Decreto, inoltre, si in­troducono una se­rie di concetti di natura strettamente ergonomica, atti alla riduzione dei rischi derivanti da particolari lavori manuali (movimentazione manuale dei carichi), posturali (lavori di raccolta di prodotti agricoli) o monotoni (uso di videotermi­nali).

Il Decreto defi­nisce anche tutte le norme per l'organizzazione del sistema di sicurezza aziendale quali il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, il Rap­presentante dei Lavoratori per la Sicu­rezza ed il Medico Competente: tali fi­gure collaborano con il datore di la­voro alla valutazione dei rischi ed alla definizione del piano di riduzione dei rischi stessi.

 

Alcuni esempi di rischi in agricoltura

Come precedentemente accennato i rischi per la sicurezza dei lavorato­ri riguardano tutto ciò che può provocare un danno alla persona in modo improvviso: la conseguenza è sempre un infortunio il quale può essere mortale o non, e, in quest'ul­timo caso, con invalidità totale o parziale, permanente o temporanea.

Si ri­portano, di seguito, alcuni esempi di pericoli di infortunio presenti nelle più comuni attività agricole.

 

Rischio di infortunio dovuto all'utilizzo delle macchine

Ogni volta che un organo di una macchina (o l'intera macchina) è in moto relativo rispetto all'operatore, genera una potenziale situazione rischio di infortunio.

Negli ultimi tempi la maggiore richiesta di potenza dalle macchine ha esal­to i rischi connessi con il loro uti­lizzo. E’ evidente, pertanto, l'impor­tanza della presenza, sulle macchine, di idonei dispositivi di protezione che impediscano il possibile contatto con le parti in movimento.

Tuttavia, in mol­ti casi, per la funzionalità stessa della macchina non è possibile protegge­ determinate zone (si pensi ad empio, alla catena di una motose­ga); in questi casi si è in presenza di rischi considerati residui.

La prevenzione con­ questi ultimi non può che essere basata sul corretto comportamento del lavoratore e, perciò, richiede e necessita della sua informazione, formazione ed adde­stramento per il corretto uso in sicurezza della macchina.

La fi­gura dell'opera­tore, quindi, ha assunto il compito più elevato di conduttore e di regolatore delle macchine e non più di esecutore materiale delle operazioni.

Esistono diverse normative cogenti che dettano i requisiti minimi di sicurezza delle macchine, oltre ad una recente ed ampia produzione di norme tecniche (UNI, EN, ISO), in materia di sicurezza, specifiche per le macchine agricole.

Le principali cause di infortunio le­gate all’utilizzo delle macchine so­no: la mancanza dei requisiti mini­mi di sicurezza; la cattiva gestione delle macchine stesse,  la scarsa manutenzione (spesso effettuata in economia all'interno dell'azienda anche quando sarebbero richieste competenze più specifiche) e l'utiliz­zo non corretto delle macchine.

Per quanto concerne quest'ultimo aspetto può essere utile ricordare che “l'uso corretto" deve essere considerato quello indicato sul li­bretto di uso e manutenzione in do­tazione alla macchina.

Infatti dalle statistiche INAIL, si desume che il trattore è la principale causa degli infortuni più gravi in agricol­tura. Tra questi la maggior parte è dovuta al ribaltamento della mac­china.

Per questo la normativa pre­vede che tutte le trattrici agricole siano dotate di una struttura di pro­tezione omologata, che in caso di ri­baltamento sia in grado di soppor­tare il peso del mezzo mantenendo integra una zona di sopravvivenza dell'operatore oltre all’obbligo delle cintu­re di sicurezza sui trattori affidati a lavoratori dipendenti o ad essi equi­parati.

Ma al di là della presenza dei requi­siti di sicurezza sulle macchine, resta fondamentale il corretto comporta­mento del lavoratore (ad esempio per il caso specifico, nella scelta e conduzione di un trattore in funzione della pendenza del terreno).

Per quanto concerne le macchine operatrici, se acquistate successivamente al 21 settembre 1996, devono rispettare i requisiti di sicurezza imposti dalla normativa e in particolare devono possedere:

  • la targhetta di identificazione con mar­catura "CE"
  • la "dichiarazione di conformità"
  • il libretto di uso e ma­nutenzione

Infine non si può dimenticare che molte macchine agricole sono im­piegate anche come veicoli su viabi­lità pubblica. Il nuovo Codice della strada divide le macchine agricole in tre gruppi:

  • Semoventi
  • Trattrici
  • Macchine agricole operatrici a due o più assi
  • Macchine agricole opera­trici ad un asse
  • Trainate
  • Macchine agricole opera­trici trainabili
  • Rimorchi agricoli
  • Macchine operatrici portate o semiportate (conside­rate parte integrante della macchina agricola che le supporta)

 

Rischi derivanti dagli ambienti di lavoro

Il lavoratore agricolo trascorre gran parte della giornata lavorativa nell'area edificata dell'a­zienda (rimesse, stalle, cantine, capannoni, ecc.) ed è perciò necessario che tali luoghi siano il più possibile sicuri, salubri e confortevoli.

I principali eventi dannosi dovuti agli ambienti di lavoro sono: infortu­ni dovuti a crollo di strutture edilizie, cadute per irregolarità delle superfici di transito, presenza di impianti ob­soleti e privi di manutenzione, scoppi ed incendi, inalazione di gas pericolosi e tossici.

La normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro prevede speci­fiche disposizioni per quanto con­cerne: vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi, solai, aperture nel suolo e nelle pareti, po­sti di lavoro e di passaggio e luoghi di lavoro esterni, vie e uscite di emergenza, porte e portoni, scale fisse, scale portatili e ponti sospesi, parapetti, illuminazione, altezza, cu­batura e superficie, pavimenti, mu­ri, soffitti, finestre e lucernari, scale e marciapiedi mobili, banchine e ram­pe di carico, locali sotterranei, aera­zione dei luoghi di lavoro chiusi, temperatura dei locali, umidità, lo­cali di riposo, pulizia dei locali, siste­mazione dei terreni scoperti dipen­denti dai locali di lavoro, depositi di rifiuti e di materiali insalubri.

Occorre, infine, evidenziare l'impor­tanza delle condizioni microclimati­che negli ambienti lavorativi: è neces­sario, tra l'altro, garantire temperatu­re, illuminazione, ventilazione e servi­zi igienici idonei a tutti gli operatori presenti nell'ambiente di lavoro.

 

Rischio di elettrocuzione

Un importante rischio per la sicurezza degli operatori agricoli è quello ­elettrico derivante dalla presenza impianti e dall'uso di attrezzature elettriche.

La legge 37 , il regolamento attuativo e le norme buona tecnica, definiscono i requisiti sicurezza de­i impianti. Tali disposizioni si applica­no a tutti gli impianti elettrici delle uni­tà produttive.

La legge sancisce la necessità, per ogni impianto rientrante nel suo campo di applicazione, delle fasi di progettazione, realizzazio­ne e collaudo, ognuna eseguita da personale specializzato, iscritto in appositi albi professionali ed abilitato a rilasciare la necessari­a dichiarazione di conformità alle norme di buona tecnica (norme CEI).

 

Rischio di incendio

Le fonti di in­cendio in una azienda agricola posso­no essere raggruppate in due classi: le attività o strutture soggette al control­lo dei Vigili del Fuoco e quelle non soggette a tale controllo ma che de­vono comunque essere dotate degli adeguati sistemi di protezione.

Le attività soggette a controllo del Vigili del Fuoco necessitano del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) o della presentazione della relativa SCIA antincendio.

Le attività sottoposte al con­trollo dei Vigili del Fuoco sono elencate nel D.P.R. numero 151 del 2 agosto 2008 mentre per tutte le altre attività (non soggette), il datore di lavoro ha l'obbligo di effettuare la valutazione dei rischio di incendio e individuare le misure di prevenzione e protezione atte ad eliminare o a ridurre per quanto possibile il rischio.

Infine i lavorato­ri, e in modo particolare quelli inca­ricati alla lotta antincendio ed al pri­mo soccorso, devono frequentare corsi di formazione specifici.

 

Altri rischi

Altri importanti rischi per la sicurez­za nelle aziende agricole sono quelli dovuti all'utilizzo di sostanze e pre­parati chimici pericolosi (esempio inalazione, contatto, ecc.) e, nelle azien­de zootecniche, di schiacciamenti o ferite dovute al contatto con anima­li (specie se di grossa taglia) o esposizione ad agenti biologici (tetano, punture di insetti, ecc.)