Menu dei ristoranti e mense aziendali: dal 13 dicembre 2014 ...

 

Menu dei ristoranti e mense aziendali: dal 13 dicembre 2014 obbligatorio dover riportare la presenza di uno o più degli ingredienti che possono provocare allergie o intolleranze alimentari.

Il 13 dicembre 2014 entrerà in vigore il Regolamento che detta disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La normativa in questione, che ha la finalità di una maggiore trasparenza nei confronti del consumatore, prevede che da tale data nei listini dei menù dei ristoranti, delle mense aziendali, dei bar, dei pub, delle gelaterie, ecc., deve essere riportato, per ciascun alimento, l’eventuale presenza di uno o più degli ingredienti che possono provocare allergie o intolleranze alimentari.

Con il Regolamento UE del 25 ottobre 2011 n.1169 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea serie L n. 304 del 22 novembre 2011) relativo alla fornitura delle informazioni da dare ai consumatori, dal 13 dicembre 2014 è previsto l’obbligo di dover riportare, in aggiunta all’elenco degli ingredienti che costituiscono la pietanza e per ciascun alimento presente nei listini dei menù dei ristoranti, delle mense aziendali, dei bar, dei pub, delle gelaterie, ecc., anche la presenza di uno o più delle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze alimentari.

 

Nuove disposizioni previste dal Regolamento

Con l'entrata in vigore del nuovo Regolamento, nei menù devono essere riportate le indicazioni relative alla presenza delle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze alimentari.

Tali sostanze devono:

·         figurare nell’elenco degli ingredienti, con un riferimento chiaro alla relativa denominazione della sostanza o del prodotto classificato come allergene;

·         essere evidenziate attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati, per esempio per dimensioni, stile o colore di sfondo.

Riteniamo opportuno precisare che l’indicazione delle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze alimentari:

·         non devono essere riportate con carattere evidenziato nel caso in cui la denominazione dell’alimento riportato nel menù ricomprende uno o più ingredienti identificati come allergeni.

Ad esempio se nel menù dei primi viene indicato il risotto agli scampi, nell’elenco degli ingredienti devono essere riportati tutti gli ingredienti (es. riso, scampi, vino bianco, cipolla ecc.) e la presenza dello scampo non deve essere messo in evidenza con un carattere distintivo in quanto indicato nella denominazione del piatto;

·         devono essere riportati nel menù non solo se utilizzati come ingredienti principali della pietanza ma anche se questi sono presenti negli ingredienti (detti composti) utilizzati per la preparazione dell’alimento. Gli allergeni presenti negli ingredienti composti devono essere ripetuti anche nel caso in cui siano utilizzati per la produzione della pietanza.

Ad esempio se nel menù viene riportato nei dolci la torta tiramisù, nell’elenco degli  ingredienti si dovrà specificare non solo quali materie prime utilizzate (uova, zucchero, latte olio di semi, farina, lievito ecc.) ma che i savoiardi sono stati fatti con l’impiego delle uova).

 

Ingredienti che possono provocare allergie o intolleranze alimentari

Gli ingredienti che possono provocare allergie o dare intolleranze alimentari previsti dall’Unione europea sono:

·       i cereali contenenti glutine, vale a dire: grano (farro e grano khorasan), segale, orzo, avena o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, tranne:

-) gli sciroppi di glucosio a base di grano, incluso il destrosio e i prodotti derivati, nella misura in cui la trasformazione che hanno subito non è suscettibile di elevare il livello di allergenicità valutato dall’Autorità per il prodotto di base da cui sono derivati;

-) le maltodestrine a base di grano e i prodotti derivati, nella misura in cui la trasformazione che hanno subito non è suscettibile di elevare il livello di allergenicità valutato dall’Autorità per il prodotto di base da cui sono derivati;

-) gli sciroppi di glucosio a base di orzo;

-) i cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;

·       i crostacei e i prodotti a base di crostacei;

·       le uova e i prodotti a base di uova;

·       il pesce e prodotti a base di pesce, tranne:

-) la gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;

-) la gelatina o la colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino;

·       gli arachidi e prodotti a base di arachidi;

·       la soia e i prodotti a base di soia, tranne:

-) l’olio e il grasso di soia raffinato e i prodotti derivati, nella misura in cui la trasformazione che hanno subito non è suscettibile di elevare il livello di allergenicità valutato dall’Autorità per il prodotto di base da cui sono derivati;

-) i tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo d-alfa naturale, tocoferolo acetato d-alfa naturale, tocoferolo succinato d-alfa naturale a base di soia;

-) gli oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;

-) l’estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia;

·       il latte e i prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne:

-) il siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;

·       -) il lattiolo;

·       la frutta a guscio, vale a dire: mandorle (Amygdalus Communis), nocciole (Corylus Avellana), noci (Juglans Regia), noci di acagiù (Anacardium Occidentale), noci di pecan (Carya Illinoinensis), noci del Brasile (Bertholletia Excelsa), pistacchi (Pistacia Vera), noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia Ternifolia), e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;

·       il sedano e i prodotti a base di sedano;

·       la senape e i prodotti a base di senape;

·       le semi di sesamo e i prodotti a base di semi di sesamo;

·       l’anidride solforosa e i solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti;

·       i lupini e i prodotti a base di lupini;

·       i molluschi e i prodotti a base di molluschi.